L'Ayurveda tra storia e mitologia

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L'Ayurveda tra storia e mitologia

ayurveda definizione origini storia mitologiaSi narra che una volta l'umanità fosse afflitta da gravi malattie, per cui una cinquantina di eminenti saggi si incontrarono ai pendii dell'Himalaya per discutere come liberarsi di queste malattie che causavano così tanto male tra gli esseri umani e interferivano nello svolgimento dei loro doveri.

Insieme giunsero alla conclusione che serviva avvicinare Indra, il signore degli immortali. Indra conosceva l'Ayurveda, scienza della longevità, avendola imparata dai gemelli Ashwin, i dottori degli dei, che l'avevano appresa da Daksha Prajapati che, a sua volta, l'aveva conosciuta da Brahma, il Dio creatore.

Così, tra tutti, il saggio Bharadvaja si offrì di andare da Indra, gli si avvicinò con umiltà e gli riferì il messaggio dei saggi: "Vi sono malattie che causano la rovina degli esseri umani. Dimmi, o signore, in che modo possiamo aiutarli" Fu così che Indra trasmise a Bharadvaja, dotato di intelligenza e intuizione, l'intera scienza dell'Ayurveda.

Ecco perché si dice che l'Ayurveda affondi le sue radici nella sruti, la conoscenza divina rivelata. Tale origine dell'Ayurveda ha similitudini con l'origine divina delle arti balsamiche di altre civiltà contemporanee. Proprio come Brahama si dice abbia trasmesso l'Ayurveda agli indiani, così fecero Thot e Apollo, rivelando i sistemi della medicina agli egiziani e ai greci.

Il primo essere interamente umano a ricevere la conoscenza dell'Ayurveda fu quindi Bharadwaja. Al suo ritorno, riferì agli altri saggi ciò che aveva imparato da Indra e con la sua divulgazione l'Ayurveda divenne smriti, ovvero conoscenza tramandata dall'uomo, dapprima oralmente e in seguito attraverso opere scritte. Uno dei discepoli diretti di Bharadvaja fu il saggio Atreya che insegnò l'Ayurveda ai suoi sei allievi, i quali scrissero testi che divennero popolari e servirono a creare le basi dell'Ayurveda e mitigare la sofferenza umana.
Il più importante e famoso discepolo della dottrina tramandata nel tempo a partire da Atreya, che prese il nome di "Scuola medica di Atreya" fu Charaka che compilò il trattato chiamato Charaka Samhita, tuttora utilizzato come manuale di studio universitario.

In un periodo successivo, il divino Brahma ritenne che fosse necessaria una rivitalizzazione dell'Ayurveda, quindi si manifestò sulla terra incarnandosi come una figura conosciuta con il nome di Dhanvantari. Si tratta del nume tutelare dell'Ayurveda, rappresentato con vesti color oro e un'ampolla di ambrosia nella mano destra. Fu un medico eccezionale e creò una scuola di pensiero e di pratica medica chiamata "Scuola chirurgica di Dhanvantari".

ayurveda scienza della vita storia brahma testi classiciIl suo discepolo più importante fu Sushruta, che raccolse le conoscenze ricevute sull'Ayurveda in un sistematico trattato dal nome Sushruta Samhita.
Nell'antica India iniziarono così a fiorire numerose scuole di Ayurveda.

Un altro importante autore fu Vagbhata che compilò l'Ashtanga Hrydayam, il testo dove vengono descritti gli otto rami della medicina ayurvedica, che compongono il meraviglioso albero della vita sana e longeva.

Gli antichi saggi trasmisero in particolare tre aspetti della conoscenza:

  • l'eziologia, che studia la causa della malattia
  • la sintomatologia, che interpreta e codifica i sintomi
  • la medicazione, che include rimedi erboristici e pratiche salutistiche tra cui il massaggio ayurvedico


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